Oggi apprendo che la mia gatta, amatissima, dieci anni d’età, ha molto probabilmente un tumore al seno. Sono preoccupata, ma cerco di esserlo in modo equilibrato e non morboso. Nel mio desiderio di proteggerla e guarirla, comunque, si fa strada l’estremismo. L’estremismo della donna selvaggia e naturale, che si guarda intorno e sente un misto di stupore e di nausea per ciò che vede.
La donna selvaggia che da anni, sempre più forte, mi implora di potersene andare dove nasce e dove vive. Perchè qui è solo un’ospite indesiderata e a disagio. E mi chiede: guardati intorno, dove sono tutti i vantaggi di questa civiltà? Ci sono guerre che non si risolvono mai, malattie che non si sa o non si vuole curare, distrazioni, falsi idoli, dei a cui si sacrifica se stessi e anche la propria madre per averne in cambio apparenze.
Ci sono nevrosi, incomunicabilità, silenzio e scismi interiori che fan venire le vertigini, le visioni sono traveggole e il dolore viene lenito con gli strumenti di più facile gestione. Allora a questo punto non è meglio tornare nei boschi dal mio re degli alberi? Tornare dove vivo davvero, e dove mi posso esprimere liberamente, lontana da tutta questa finzione e quest’ipocrisia, da tutta questa inciviltà e tornare a lasciare che la terra mi sostenga, senza interferenze, dove possiamo parlare tu ed io, in tranquillità, comunicando, perchè ho tante cose da dirti, tanto da mostrarti, quello che vedi ora quando tocchi un albero o guardi un fiore sono solo sussurri perchè non riesco a parlare e a farmi sentire con tutto il frastuono che fa il tuo mondo. Non c’è da aver paura e tu lo sai, solo da ascoltare, guardare e lasciarsi andare. Là è la nostra protezione, là è la Madre, non qua in mezzo al marciume e al baccano. Guardali, sono come impazziti. Provocano sofferenze non necessarie ad altri esseri viventi solo per il loro gusto, inquinano e fanno a pezzi la Madre, hanno dimenticato la scintilla divina e tu che lo senti soffri immensamente e ti torturi. Perchè, allora? Pensaci. Torna alla Madre.




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16 Giugno 2009 a 5:19 PM
Giulia
Ciao Ela, innanzi tutto, mi spiace moltissimo per la tua gatta, spero che alla fine il tumore non ci sia e che tu e lei possiate tornare alla tranquillità.
Una tranquillità, che come dici te è sempre più difficile da ottenere oggi, proprio a causa di noi stessi uomini.
Mi trovi concorde nel trovare più che allettante un ritorno alla natura e alla Madre in genere; una rinascita, un ciclo ri- trovato, che ormai sembra essere tanto dimenticato dal mondo, quanto agognato dalla Terra.
Tuttavia credo che abbracciare di nuovo noi stesse e basta non sia sufficiente, nè per noi ne per la Terra.
Infatti affinchè la natura si rigeneri e possa Vivere veramente c’è bisogno dell’impegno di tutti, cosa ottenibile solo attraverso una sensibilizzazione intelligente e rispettosa per noi e per gli altri.
Credo che se più persone riuscisessero a sentire e capire la natura tutto andrebbe molto meglio, per loro, per la Madre stessa, e quindi anche per noi stesse.
Perchè in sostanza credo non ci siano ne’ “noi” nè “altri”. Solo vita e morte, intese come energia e forza ciclica esistente.
ps( forse sto imparando a scrivere a pc!!)